I COSTI DI UNA CAMPAGNA ELETTORALE..

 

 

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Della serie  << Il buon giorno si vede dal mattino>>

 

CHI PIU' SPENDE PIU' "PRENDE"?

 

 La politica è diventata da diversi anni una scienza esatta come la matematica o l'economia.

 

Per questo motivo, le campagne elettorali, vengono ormai affrontate a colpi di cospicui investimenti che vedono il coinvolgimento oltre che dei partiti, anche dei singoli candidati.

 

Questo modo di operare deriva dalla determinazione che si possono riuscire a dirottare una cospicua quantità di voti investendo notevoli capitali in artefatte manifestazioni ideologiche come opulenti cene, sfarzosi ricevimenti e chissà cos’altro.

 

Avere delle idee o essere delle persone idonee, capaci a sostenere iniziative per il bene comune, non è più considerata da molti LA condizione imprescindibile per mezzo della quale tutti noi dovremmo valutare la scelta dei nostri rappresentanti.

 

Il voto sta gradualmente diventando, dove già non lo è, un prodotto da pubblicizzare e mercanteggiare, messo sullo stesso piano di un qualunque articolo senza contenuto esposto

in una attraente vetrina.

 

Ora con tutta la stima e l’ammirazione che ho per le aziende di marketing che operano per la nostra classe politica, non oso pensare a quale azzardo porterebbe una deriva qualunquistica

del pensiero di noi cittadini su questo pericoloso crinale.

 

A supporto di questa teoria, basti considerare due principi fondamentali che regolano il nostro vivere quotidiano:

 

1) Ogni imprenditore che si rispetti, investe i propri soldi per una qualsivoglia attività,

 solo dopo aver fissato un piano di rientro del capitale versato, che va dai 3 ai 5 anni.

 

2) In economia vale il principio di conservazione (Lavoisier) “nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma” ovvero fatto 100 la torta, si ha la possibilità di decidere solo come ripartirla….ma sempre 100 resta.

 

Questi due fattori oggettivi, ci inducono a determinare che una costosa campagna elettorale produce un conseguente dispendioso piano di ammortamento che va ad erodere il 100 della  torta di tutti noi.

 

In sostanza:

 

 le cene prima o poi le pagheremo tutti NOI...

...con gli interessi.

 

A titolo esplicativo potrebbe essere utile un esempio tratto da una "pillola" di Quark  che rappresenta visivamente come in un sistema economico, a dispetto delle apparenze, tutte le varie componenti sono connesse tra loro.

(VEDI ANIMAZIONE)

 

 

 

COSA FARE ?

 

Ora riflettiamo un pò su quale tattica si può adottare contro questo malcostume se non vogliamo rassegnarci ad un banale “NON CAMBIERA’ MAI NULLA”.

 

 

 Un buon deterrente potrebbe essere quello di pretendere dalla persona che avete deciso di votare, un semplicissimo piano di ammortamento dei soldi spesi in campagna elettorale.

Come intende rientrare di tutti i capitali spesi ? Con lo stipendio da consigliere, deputato...etc ? 

 

Ove così non fosse, ovvero il candidato che gode della Vostra fiducia fa il politico perché è a tal punto convinto delle sue idee (qualcuno c’è né) che è disposto a rimetterci di tasca propria(!?!), avrete la certezza di favorire una persona DEGNA sia del Vostro voto che della vita dei milioni di Italiani che si sono sacrificati per garantirci questo diritto fondamentale in una libera democrazia.

 

I candidati politici sono dei Vostri dipendenti.

 

Pretendere da loro l’onestà è un Vostro diritto.

 

 

Il Vostro voto è decisivo...sempre!!!

 

 

 

 

parliamonecon@giovannipapa.it

 

 

 

 

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